Che cosa cambia quando lo chef cucina in una casa che non è vostra?

In una casa vacanza in affitto lo chef lavora in una cucina che nessuno dei due ha scelto: attrezzatura ignota, regolamento della struttura da rispettare e una cauzione intestata a voi. Il servizio resta identico (spesa, cottura in loco, impiattamento, servizio a tavola e riordino), ma le verifiche preliminari raddoppiano. La differenza pratica sta quasi tutta nella responsabilità. Nel vostro appartamento un tagliere scheggiato è un fastidio; in una villa presa per una settimana diventa una voce che il proprietario può trattenere dal deposito cauzionale, che negli affitti brevi italiani oscilla di norma fra 200 e 1.000 euro. Chi ha firmato il contratto risponde dello stato dell'immobile ai sensi degli articoli 1587 e 1590 del Codice civile sulla locazione, che impongono al conduttore di restituire la casa nelle condizioni in cui l'ha ricevuta. E quel chi siete voi, non lo chef. Cambia anche il perimetro fisico. Le case in affitto hanno spesso spazi bellissimi e vincolati insieme: la terrazza vista lago utilizzabile fino alle 23, il giardino condiviso con altri due appartamenti, il barbecue murato che il proprietario tiene chiuso a chiave per ragioni assicurative. Chi cerca uno chef privato per una villa in affitto immagina la tavolata sotto il pergolato e scopre al check-in che il pergolato appartiene al vicino. Il consiglio operativo è uno solo: trattate la casa come una location, non come una casa. Tutto ciò che da voi dareste per scontato, qui va chiesto e messo per iscritto.

Come capire da remoto se la cucina della casa vacanza è davvero usabile?

Per capire se una cucina in affitto regge una cena con chef servono cinque informazioni: numero e tipo di fuochi, presenza di un forno vero e non di un microonde combinato, litri utili del frigorifero, disponibilità della lavastoviglie e centimetri di piano di lavoro libero. Chiedetele per iscritto prima di confermare la prenotazione dello chef. Le fotografie degli annunci su Airbnb, Booking o VRBO sono scattate col grandangolo e con luce naturale, e questo dilata gli spazi in modo sistematico: un piano che nell'immagine sembra lungo due metri spesso ne misura ottanta centimetri, e ottanta centimetri sono lo spazio in cui uno chef dovrebbe impiattare dieci portate in sequenza. Le dotazioni davvero decisive, però, sono poche. Un piano a quattro fuochi permette di gestire un menu da cinque portate per otto persone senza allungare i tempi; con due fuochi lo chef ricalibra verso preparazioni al forno e piatti serviti a temperatura ambiente, e il menu cambia davvero. Un forno statico o ventilato da 60 centimetri copre quasi ogni esigenza, il microonde combinato no. La lavastoviglie non serve a cucinare, serve a riconsegnare la cucina in ordine entro l'orario concordato. Se volete la checklist completa delle dotazioni, l'abbiamo raccolta nell'articolo su cosa serve in cucina quando arriva uno chef a domicilio: qui il punto è diverso, perché quella cucina non è vostra e non potete aprire i cassetti prima di prenotare.

Cucina attrezzata: che cosa significa davvero in un annuncio

La formula cucina attrezzata non ha alcun valore normativo in Italia e negli annunci di affitto breve copre tutto, dalla cucina professionale al fornello da campeggio. Nella pratica indica quasi sempre il minimo sindacale: piano cottura, frigorifero, una batteria di pentole assortita e stoviglie per il numero massimo di ospiti dichiarato. Non implica il forno, non implica la lavastoviglie, non dice nulla sulla potenza elettrica disponibile. Il contatore domestico standard da 3 kW, per esempio, salta con forno, piastra a induzione e condizionatore accesi insieme, e in agosto succede più spesso di quanto immaginiate. Otto domande secche, girate al proprietario nella chat della piattaforma, chiudono la questione in un pomeriggio.

  1. Chiedete quanti fuochi ha il piano cottura e se sono a gas, elettrici o a induzione: l'induzione funziona solo con pentole a fondo ferromagnetico, che non tutte le case forniscono.
  2. Verificate che il forno sia un forno e non un microonde combinato, e fatevi dire la larghezza (60 centimetri è lo standard che serve davvero).
  3. Domandate i litri del frigorifero e se esiste un congelatore separato: per dieci ospiti servono almeno 300 litri utili, altrimenti la spesa non ci sta.
  4. Contate il piano di lavoro libero in centimetri e non a occhio: sotto i 120 centimetri lo chef porta con sé un tavolo pieghevole d'appoggio.
  5. Accertatevi che la lavastoviglie ci sia e che sia allacciata: molte case di campagna l'hanno installata ma mai collegata allo scarico.
  6. Fatevi confermare quanti coperti completi ci sono in casa fra piatti, bicchieri da vino e posate, e se bastano per il vostro gruppo con due portate in tavola insieme.
  7. Verificate la potenza elettrica contrattuale e la capienza dello scaldabagno: 3 kW e un boiler da 50 litri sono il limite tipico delle case indipendenti.
  8. Girate allo chef le risposte così come le avete ricevute, senza riassumerle: il dettaglio grezzo gli è più utile della vostra sintesi.

Servono permessi del proprietario o del condominio?

Nessuna norma italiana vieta di far cucinare uno chef privato in una casa presa in affitto: non è somministrazione al pubblico, è un servizio reso a ospiti privati dentro un'abitazione. Servono però il consenso del proprietario e il rispetto del regolamento della struttura, che disciplina orari, rumore e uso degli spazi comuni. Se la casa si trova in un condominio, il regolamento adottato ai sensi dell'articolo 1138 del Codice civile può stabilire fasce di silenzio (tipicamente 22:00-07:00 e 14:00-16:00), vietare l'uso del giardino comune dopo una certa ora o limitare il numero di persone ammesse negli spazi condivisi. Il regolamento contrattuale, quello sottoscritto all'acquisto e trascritto, può spingersi anche oltre e vincolare terrazzi e cortili di proprietà esclusiva. Il proprietario lo conosce, voi no: chiederglielo è il modo più rapido per sapere fino a che ora potete restare a tavola in giardino. C'è poi un punto che riguarda direttamente il vostro contratto. Alcune locazioni turistiche fissano un numero massimo di persone presenti nell'immobile, ospiti esterni compresi, e lo chef con eventuale personale di sala rientra in quel conteggio. Se avete affittato per otto e a cena sarete dodici, avvisare non è cortesia, è la condizione per non trovarsi con la cauzione contestata il giorno del check-out. In cinque anni non abbiamo mai visto un proprietario opporsi a una cena con chef. Abbiamo visto molti proprietari infastiditi dal non essere stati avvisati.

Chef a domicilio in un appartamento prenotato su Airbnb o Booking

Quando l'affitto passa da una piattaforma, la regola d'oro è tenere tutta la conversazione dentro la chat dell'app. Le regole della casa pubblicate nell'annuncio (orario di silenzio, divieto di feste, numero massimo di ospiti, eventuale divieto di visitatori esterni) fanno parte delle condizioni che avete accettato al momento della prenotazione, e in caso di contestazione la piattaforma guarda quelle e i messaggi scambiati. Un messaggio come «venerdì 14 avremo uno chef privato che cucina in casa per otto persone, arriva alle 17 e finisce verso mezzanotte, non è una festa» costa trenta secondi e vale come autorizzazione documentata. Diffidate invece dei divieti generici di eventi: quasi sempre riguardano feste con impianto audio e ospiti non registrati, non una cena seduta. Chiedere chiarimento è più intelligente che interpretare.

In una casa in affitto la prima domanda che faccio non riguarda il numero di ospiti, ma se il proprietario sa che quella sera in cucina ci sarò io. Chef Lorenzo, ambassador Chef On Demand, Como (Lombardia)

Quanto costa uno chef a domicilio in una casa vacanza nel 2026?

In Italia nel 2026 una cena con chef a domicilio in una casa vacanza costa circa €95 a persona con 6 ospiti per un menu Essenziale di 4 portate, €120 a testa per un Gourmet di 5 portate e €180 per un Luxury di 6 portate o più. Con 10 ospiti gli stessi tre livelli scendono rispettivamente a €85, €100 e €150 a persona. Il prezzo per testa cala al crescere del gruppo perché la parte fissa del lavoro (spesa, trasferimento, set-up, riordino) si distribuisce su più coperti: con soli 4 ospiti l'Essenziale risale a €110 e il Gourmet a €140 a persona. Due variabili tipiche delle case vacanza incidono in modo prevedibile. La prima è la zona. Le località premium aggiungono €15 a persona su ogni livello, e l'elenco comprende l'intera Lombardia (quindi Lago di Como, Lago di Garda, Valtellina e Milano), Firenze, Venezia, Capri, la Costiera Amalfitana, Forte dei Marmi, Portofino, Cortina d'Ampezzo, la Sardegna e Taormina: un Gourmet per 6 ospiti in una villa a Bellagio, il borgo che occupa il promontorio dove il Lago di Como si divide nei rami di Como e Lecco, si colloca quindi intorno ai €135 a testa. La seconda variabile è la data. Il 15 agosto vale come festività e comporta un rincaro del 35%: un Gourmet per 8 ospiti che il 20 luglio costa €110 a persona arriva a €149 il giorno di Ferragosto. Il 24, 25, 26 e 31 dicembre e il 1º gennaio il listino cambia struttura e si quota un forfait per gruppo, non un prezzo a testa.

Prezzi cliente indicativi 2026 per una cena in una casa vacanza in Italia, con spesa, cottura in loco, servizio e riordino compresi. Zona premium: +€15 a persona.
Livello di menuPortate6 ospiti (€ a persona)10 ospiti (€ a persona)
Essenziale4 portate€95 (€110 in zona premium)€85 (€100 in zona premium)
Gourmet5 portate€120 (€135 in zona premium)€100 (€115 in zona premium)
Luxury6 portate o più€180 (€195 in zona premium)€150 (€165 in zona premium)

Restano fuori dal conto a persona due voci che nelle case in affitto emergono spesso all'ultimo. La prima è il noleggio di ciò che manca: se in casa mancano i coperti per il numero reale di ospiti, o mancano i bicchieri da vino, si integra a parte e conviene saperlo dieci giorni prima, non la mattina della cena. La seconda è il personale di sala, che per gruppi oltre i 12 ospiti cambia la qualità della serata più di qualunque portata aggiuntiva. Se non sapete ancora quanti sarete, la soglia oltre la quale il servizio cambia natura la spieghiamo nel dettaglio in quante persone servono per uno chef a domicilio, e il confronto con la formula catering, che nelle case in affitto è la seconda opzione più valutata, sta in differenza fra chef a domicilio e catering.

Chi fa la spesa e dove, in una località turistica?

La spesa la fa lo chef ed è compresa nel prezzo a persona. In una località turistica cambia però il calendario: mercati settimanali concentrati in un solo giorno, pescherie chiuse la domenica e spesso il lunedì, supermercati con orari ridotti fuori stagione e chiusure infrasettimanali da ottobre a marzo. Lo chef costruisce il menu su ciò che riesce a comprare il giorno del vostro servizio, non su ciò che immaginate a gennaio guardando le foto della villa. È esattamente il motivo per cui la scelta della data condiziona il menu più della vostra lista di preferenze. Sul Lago di Como, per dire, il pesce che vale il viaggio sono i missoltini, agoni del Lario pescati fra maggio e giugno, salati, essiccati al sole per qualche giorno e poi pressati in latta con foglie d'alloro per almeno un paio di mesi: si scaldano sulla brace, si sfumano con aceto e si servono con la polenta, e si trovano soltanto nelle pescherie del ramo di Lecco e dell'Alto Lago. Salendo in Valtellina il registro cambia: bresaola della Valtellina IGP, punta d'anca di bovino adulto salata a secco e stagionata da 4 a 8 settimane nell'aria secca della valle, e pizzoccheri della Valtellina IGP, tagliatelle corte con almeno l'80% di farina di grano saraceno da disciplinare, lessate con patate e verza e condite a strati con Valtellina Casera DOP, burro fuso, aglio e salvia. Un menu così esiste se lo chef ha comprato in valle, non al supermercato dell'autostrada.

Spesa e mercati locali fuori stagione

Fuori dai mesi di punta il problema si ribalta: non è l'affollamento, è la disponibilità. In molti borghi lacustri e collinari, da ottobre ad aprile, il primo supermercato aperto la domenica è a 10-15 chilometri e il mercato settimanale è l'unico appuntamento in cui trovate pesce fresco, formaggi d'alpeggio e verdura di stagione. Chiedete al proprietario due informazioni banali che nessun annuncio riporta: in che giorno si tiene il mercato del paese e quanto dista il supermercato più vicino aperto la domenica. Con quelle due risposte lo chef sposta la spesa di ventiquattro ore e il menu resta quello promesso. Vale anche per il vino: se cenate sulla sponda bresciana potete restare in zona con un Franciacorta DOCG, metodo classico da Chardonnay, Pinot nero ed Erbamat che riposa almeno 18 mesi sui lieviti nella versione non millesimata e che nel 1995 è stato il primo spumante italiano a ottenere la denominazione garantita. Un calice così accanto ai missoltini regge il confronto con qualunque abbinamento pensato a tavolino.

Con quanto anticipo prenotare rispetto al check-in?

Il lead time medio per prenotare uno chef nel network Chef On Demand è di 7-14 giorni. Nelle case vacanza conviene raddoppiarlo: fra giugno e settembre e nella settimana di Natale servono 3-4 settimane, perché gli stessi chef coprono più ville nella stessa zona nello stesso weekend e il sabato sera di agosto è la fascia che si esaurisce per prima. C'è poi un vincolo che riguarda soltanto gli affitti: l'orario di consegna delle chiavi. Se il check-in è fissato alle 16 e lo chef ha bisogno di 2-3 ore di preparazione per un menu da cinque portate, una cena alle 20 del giorno di arrivo è possibile ma tesissima, e basta un ritardo del treno per far saltare tutto. Quando il soggiorno dura almeno tre notti, la seconda sera è quasi sempre la scelta migliore: avete già preso confidenza con la casa, il frigorifero è vuoto al punto giusto e lo chef può vedere la cucina di persona il giorno prima. Se invece la cena del primo giorno è irrinunciabile, per esempio perché è quella in cui si ritrova tutta la famiglia, chiedete al proprietario un accesso anticipato per lo chef e mettete in contatto diretto lui e il property manager. Il nostro network verificato conta oltre 12 chef privati in Lombardia e altrettanti nelle principali regioni turistiche, e nella maggior parte dei casi il coordinamento sulle chiavi si risolve con due messaggi. La prenotazione di uno chef privato in Lombardia segue esattamente questa sequenza: data, casa, cucina, chiavi.

Come funziona lo chef quando il soggiorno dura tutta la settimana?

Nei soggiorni da 3 a 7 giorni esiste la formula multi-day: lo chef accompagna il gruppo per l'intera permanenza e per ogni giornata scegliete quali pasti affidargli, colazione, pranzo, cena o una combinazione. Lo schema più richiesto sono 2-3 cene più un pranzo lungo nell'arco della settimana, perché quasi tutti i gruppi vogliono comunque qualche serata libera al ristorante. La spesa quotidiana al mercato locale è inclusa, come la personalizzazione del menu pasto per pasto (nessuna ripetizione, salvo richiesta) e il riordino. Il preventivo multi-day non si costruisce con una tariffa unica a persona: si parte dal costo dei singoli pasti e si aggiunge una diaria che dipende da dove dorme lo chef. Le configurazioni possibili sono tre, e sapere in anticipo quale si applica alla vostra casa evita il fraintendimento più comune sui costi. Se la villa ha una camera in più, per esempio, siete già nella configurazione più economica; se avete affittato un trilocale pieno in un borgo isolato, il preventivo conterrà una voce di alloggio in chiaro. La stessa formula è disponibile in Italia e negli Emirati Arabi Uniti, e nelle zone dove la rete ha molti chef residenti (Chianti, Costiera, Lago di Como, Salento) la seconda configurazione è quella che ricorre più spesso.

Le tre configurazioni di alloggio di un servizio multi-day e il loro effetto sul preventivo.
ConfigurazioneCome funzionaEffetto sul preventivo
Lo chef alloggia nella strutturaLa casa ha una camera dedicata, lo chef dorme sul posto ed entra nel ritmo del gruppo, con la spesa al mercato ogni mattinaDiaria più bassa, perché l'alloggio è coperto dalla casa che avete già affittato
Chef locale che rientra a casa propriaLo chef abita entro 30-45 minuti, raggiunge la struttura per il servizio e torna la seraNessuna voce di alloggio, ma è possibile solo dove la rete ha chef residenti in zona
Lo chef prende una sistemazione vicinoNessuna camera libera in casa e nessun chef residente nel raggio utile: lo chef prenota una stanza a pochi minutiL'alloggio compare come voce separata e dichiarata dentro il preventivo

Lezione di cucina a domicilio e cena, nella casa che avete affittato

Quando la vacanza coincide con una ricorrenza, il formato che funziona meglio è il bundle da 4-5 ore: una lezione di cucina di circa due ore nella cucina della casa, dell'appartamento o della villa che avete affittato, seguita da una cena seduta sullo stesso tavolo con tutto ciò che avete preparato. Lo chef arriva con gli ingredienti comprati al mercato e con la sua attrezzatura, e il tema lo scegliete voi: pasta fresca, risotti, lievitati, salse madri, cucina lombarda o toscana, menu stagionale. Nessuno si sposta, nessuno raggiunge una scuola di cucina. I vantaggi rispetto a un corso di gruppo sono concreti. C'è la privacy totale, perché a tavola siete solo voi e nessun estraneo impasta accanto a vostra madre. C'è la personalizzazione vera, con allergie, ritmo e preferenze cuciti sul gruppo invece che su una classe di dodici sconosciuti. C'è l'assenza di logistica, che in una casa isolata su un lago o in collina significa niente auto, niente taxi per dieci persone, niente corsa fra due indirizzi. E ci sono i tempi liberi: nessun turno successivo che aspetta, nessun orario di chiusura, i bambini che partecipano o giocano nella stanza accanto. Una precisazione, perché ce lo chiedono spesso: non consegniamo ricette in nessuna forma, né su carta né via email. Quello che vi portate a casa è la tecnica imparata sotto le mani dello chef, e la cena che avete condiviso.


Il valore di una cena preparata nella casa che avete scelto

Una casa presa in affitto è una scelta, non un ripiego. L'avete cercata per settimane, avete confrontato terrazze e vedute, avete discusso su quale camera toccasse a chi. Poi arriva la sera che conta, il compleanno, l'anniversario, la prima cena tutti insieme dopo due anni, e quella sera rischia di finire nell'unico ristorante della zona che aveva ancora un tavolo per dodici alle 21:30, a venticinque minuti di curve, con metà del gruppo che guida e non beve. Far cucinare qualcuno dentro quella casa ribalta la serata: nessuno si sposta, i bambini crollano sul divano quando vogliono, i nonni restano seduti, il vino lo scegliete voi e la conversazione non finisce perché il locale chiude. È la ragione per cui il gruppo che serviamo più spesso è composto da 4-12 ospiti in casa privata, con un servizio di 2-4 ore. Il resto è mestiere: uno chef che conosce le pescherie della zona, i mercati e gli orari, e che in una cucina sconosciuta trova il proprio ritmo in venti minuti. Il nostro network di chef a domicilio in tutta Italia copre le regioni dove si concentrano gli affitti brevi, dai laghi lombardi alle colline senesi: i chef privati che coprono l'intera Lombardia lavorano abitualmente su Como e Sirmione, mentre in Toscana il presidio più fitto è fra Siena e il Chianti Classico DOCG, la zona delimitata fra Firenze e Siena dove il Sangiovese pesa almeno l'80% e che Cosimo III de' Medici circoscrisse già nel 1716. Se cercate uno chef a domicilio in Toscana per una casa colonica, i pici della Val d'Orcia tirati a mano con acqua e farina, senza uovo, sono il piatto che quasi nessun agriturismo vi cucinerà come dovrebbe. Alla fine il metro è semplice: la casa l'avete scelta voi, e la cena dovrebbe assomigliarle.

Domande frequenti su chef a domicilio e case vacanza in affitto

Quanto costa uno chef a domicilio in una casa vacanza in affitto?
In Italia nel 2026 una cena con 6 ospiti costa circa 95 euro a persona per un menu Essenziale di 4 portate, 120 euro per un Gourmet di 5 portate e 180 euro per un Luxury di 6 portate o più. Con 10 ospiti gli stessi livelli scendono a 85, 100 e 150 euro a testa, mentre con 4 ospiti salgono a 110 e 140 euro per i primi due livelli. Nelle località premium, che comprendono tutta la Lombardia, Firenze, Venezia, la Costiera Amalfitana, la Sardegna, Capri, Forte dei Marmi, Portofino, Cortina e Taormina, si aggiungono 15 euro a persona. Il 15 agosto e le altre festività comportano un rincaro del 35 per cento.
Serve il permesso del proprietario per far venire uno chef in una casa in affitto?
Non esiste una norma che lo imponga, ma è nel vostro interesse avvisare e ottenere una conferma scritta. Due elementi lo rendono necessario nella pratica: molti contratti di locazione turistica fissano un numero massimo di persone presenti nell'immobile, e lo chef con l'eventuale personale di sala rientra in quel conteggio; il regolamento condominiale può inoltre imporre fasce di silenzio, tipicamente dalle 22 alle 7 e dalle 14 alle 16, e limitare l'uso di giardini e spazi comuni. Un messaggio nella chat della piattaforma di affitto, con data, orario di arrivo e numero di ospiti, richiede trenta secondi e vale come autorizzazione documentata in caso di contestazione sulla cauzione.
Serve una cucina professionale o basta la cucina della casa vacanza?
Basta una cucina domestica normale. Le dotazioni che contano davvero sono cinque: un piano a quattro fuochi, un forno vero da 60 centimetri e non un microonde combinato, un frigorifero da almeno 300 litri utili per gruppi di dieci persone, la lavastoviglie e almeno 120 centimetri di piano di lavoro libero. Con due soli fuochi il servizio resta possibile, ma lo chef ricalibra il menu verso preparazioni al forno e piatti serviti a temperatura ambiente. Se manca la lavastoviglie il riordino richiede più tempo, quindi va concordato l'orario. Comunicate le dotazioni reali prima di confermare, non il giorno stesso: il menu si costruisce anche su quello.
Con quanti giorni di preavviso si prenota uno chef a domicilio in vacanza?
Il lead time medio nel network Chef On Demand è di 7-14 giorni. Nelle case vacanza conviene raddoppiarlo: fra giugno e settembre e nella settimana fra Natale e Capodanno servono 3-4 settimane, perché gli stessi chef coprono più ville nella stessa zona e il sabato sera è la fascia che si esaurisce per prima. Se il soggiorno dura almeno tre notti, prenotate la cena per la seconda sera invece che per il giorno di arrivo: il check-in alle 16 lascia troppo poco margine allo chef, che ha bisogno di 2 o 3 ore di preparazione per un menu da cinque portate. Chef On Demand ha una valutazione media di 4,7 su 5 su Trustpilot, con oltre 800 ospiti serviti dal 2024.
Chi fa la spesa e chi pulisce la cucina dopo la cena?
La spesa la fa lo chef ed è compresa nel prezzo a persona: acquista il giorno stesso o il giorno prima nel mercato o nelle botteghe della zona. Il riordino della cucina e il lavaggio di ciò che ha usato sono inclusi nel servizio, sempre. Resta da concordare la sala: se lasciate la tavola apparecchiata per la mattina dopo e le pulizie della struttura arrivano alle 10, il proprietario potrebbe considerarlo uso improprio. Il servizio di pulizia incluso negli affitti brevi, mediamente fra 60 e 150 euro a prenotazione, è tarato su un uso domestico ordinario e non su una cena da dieci coperti. Mettete per iscritto chi sistema la sala e a che ora.
Si può prenotare uno chef in un appartamento affittato su Airbnb o Booking?
Sì, ed è una delle situazioni più frequenti. Tenete però la conversazione dentro la chat della piattaforma: le regole della casa pubblicate nell'annuncio fanno parte delle condizioni che avete accettato e in caso di contestazione la piattaforma guarda quelle e i messaggi scambiati. Verificate tre punti in particolare: il numero massimo di ospiti ammessi, l'eventuale divieto di visitatori esterni e l'orario di silenzio. I divieti generici di eventi riguardano quasi sempre feste con impianto audio e ospiti non registrati, non una cena seduta con uno chef, ma chiedere chiarimento all'host è più prudente che interpretare da soli.
Qual è il numero minimo di ospiti per prenotare uno chef in una casa vacanza?
Il servizio parte da 2 ospiti, ma il prezzo a persona è molto più alto sui gruppi piccoli: con 2 ospiti un menu Gourmet in Italia si colloca intorno ai 200 euro a testa, con 4 scende a 140 e con 6 arriva a 120. La convenienza per persona migliora in modo netto oltre gli 8 ospiti, dove il Gourmet si assesta su 110 euro e da 9 in su su 100. Il gruppo tipico che serviamo in casa privata è di 4-12 ospiti con un servizio di 2-4 ore, che è anche la dimensione in cui una cucina domestica standard funziona senza tensioni.
Come funziona il prezzo se lo chef resta per tutto il soggiorno?
Il servizio multi-day copre soggiorni tipicamente da 3 a 7 giorni e non si quota con una tariffa unica a persona: si parte dal costo dei singoli pasti scelti giorno per giorno e si aggiunge una diaria che dipende da dove dorme lo chef. Le configurazioni sono tre. Se la struttura ha una camera dedicata la diaria è la più bassa, perché l'alloggio è già coperto. Se lo chef abita entro 30-45 minuti e rientra ogni sera, non c'è alcuna voce di alloggio. Se la casa è piena e in zona non ci sono chef residenti, lo chef prenota una sistemazione vicina e il costo compare come voce separata e dichiarata nel preventivo. La spesa quotidiana al mercato è sempre inclusa.