Quanto costa davvero una cena importante a casa rispetto al ristorante?

Una cena con chef a domicilio in Italia costa tra 85 e 200 euro a persona secondo il numero di portate e la dimensione del gruppo, con spesa al mercato, cottura sul posto, servizio al tavolo e riordino della cucina già dentro la quota. Al ristorante la stessa cifra copre soltanto il cibo. La differenza sostanziale sta nel fatto che il prezzo a testa a domicilio scende al crescere del gruppo, mentre al ristorante resta piatto o sale con la carta dei vini. I tre livelli che proponiamo sono leggibili così: l'Essenziale è un menu italiano classico di 4 portate e vale 95 euro a persona con 6 ospiti, 85 euro con 10; il Gourmet sale a 5 portate e si colloca su 120 euro a testa con 6 ospiti e 100 euro con 10; il Luxury supera le 5 portate, apre a tartufo, crudi e tagli frollati, e chiede 180 euro a persona con 6 ospiti oppure 150 euro con 10. Se l'evento è in Lombardia o in una delle grandi piazze italiane, il listino aggiunge 15 euro a testa: un Gourmet per 6 diventa 135 euro a persona. Il dettaglio completo delle voci che compongono la tariffa lo trovate nella nostra guida ai prezzi del cuoco a domicilio, mentre il nostro network di chef privati in Lombardia mostra chi copre concretamente la zona.

Il coperto, i vini e gli extra che il menu non mostra

Il confronto onesto si fa sul conto finale, non sulla riga del menu. Il coperto, cioè la voce che remunera tovagliato, pane, servizio e apparecchiatura, nasce nel Medioevo quando gli osti non potevano vendere cibo e facevano pagare il posto a tavola: oggi vale in genere 2-5 euro a persona, che su dodici commensali diventano 24-60 euro prima ancora di ordinare. Poi c'è il vino, la voce che sposta davvero l'asse. Il ricarico corrente nella ristorazione italiana si colloca fra 2,5 e 3 volte il prezzo di acquisto, quindi una bottiglia di Franciacorta DOCG (metodo classico bresciano da Chardonnay e Pinot nero, almeno 18 mesi sui lieviti per il non millesimato, 30 per il millesimato) che in enoteca costa 28 euro arriva in carta a 75-85 euro. Con tre bottiglie su otto persone sono 100-170 euro di differenza secca. Aggiungete la torta portata da casa con il diritto di taglio, il diritto di tappo se volete stappare una bottiglia vostra, i digestivi finali. Vale la pena ricordare che secondo l'ufficio studi FIPE i listini dei ristoranti tradizionali sono saliti del 2,9% nei dodici mesi a maggio 2026, con l'inflazione dei servizi di ristorazione al 3,1%: il divario fra le due opzioni si sta assottigliando anno dopo anno.

Quando il ristorante resta la scelta giusta?

Il ristorante vince quando il valore della serata sta nell'uscire, non nel ricevere. Se siete in due o in quattro, la matematica gioca contro il domicilio: la quota a persona per 4 ospiti parte da 110 euro con l'Essenziale e arriva a 200 con il Luxury, perché lo chef impiega comunque una giornata fra spesa, viaggio, servizio e riordino. In quel formato un menu degustazione in un locale che vi piace davvero costa meno e vi porta altrove, che spesso è esattamente ciò che volete. Vale lo stesso se l'occasione è legata al luogo: la sala storica, la terrazza sui tetti, la cucina di uno chef che seguite da anni sulla Guida Michelin o una Chiocciola di Osterie d'Italia, il riconoscimento che Slow Food assegna alle osterie coerenti per cucina del territorio, atmosfera e prezzo onesto. Nessuno chef a domicilio vi restituisce quella cornice. Il ristorante è preferibile anche quando nessuno in famiglia vuole avere la casa in mezzo alla festa, quando l'appartamento è piccolo o quando la cucina è un blocco a due fuochi senza forno e senza un metro di piano libero. Riconoscere questi casi è il modo più rapido per non spendere male, ed è la ragione per cui in un preventivo su cinque suggeriamo noi stessi di prenotare un tavolo.

  1. Prenotate un tavolo se siete 2-4 persone: sotto i 5 ospiti la quota a testa a domicilio è la più alta dell'intero listino.
  2. Prenotate un tavolo se l'occasione ruota attorno al luogo, cioè una terrazza, una sala storica o la cucina di uno chef che seguite da tempo.
  3. Prenotate un tavolo se la cucina di casa ha meno di quattro fuochi, non ha forno o non offre almeno un metro e mezzo di piano di appoggio libero.
  4. Prenotate un tavolo se il gruppo supera i 25 coperti e serve una brigata completa: oltre quella soglia il domicilio richiede staff aggiuntivo e cambia natura.
  5. Prenotate un tavolo se il senso della serata è proprio uscire di casa dopo una settimana passata dentro casa: nessun calcolo economico batte questo motivo.

Che cosa cambia davvero su privacy e gestione dei tempi?

La privacy e il controllo del tempo sono i due vantaggi che il domicilio possiede in modo strutturale, non per merito dello chef. In sala il tavolo accanto è a un metro e mezzo, il brindisi lo sentono in venti, il discorso per i quarant'anni di matrimonio compete con la macchina del caffè. A casa vostra ci siete soltanto voi, e questo pesa in modo diverso a seconda dell'occasione: per una cena aziendale ristretta significa poter parlare di numeri senza abbassare la voce, per una cena di anniversario di matrimonio significa poter piangere un attimo senza spettatori. Sul tempo la differenza è ancora più netta. Il ristorante lavora a turni e la permanenza media a tavola per una cena serale si aggira sulle due ore e mezza, con il secondo turno che preme dalle 21:30 in poi; a casa il servizio dello chef dura di norma 2-4 ore, ma la serata finisce quando decidete voi, perché nessuno vi porta il conto per liberare il posto. Nella nostra esperienza sui gruppi da 8 a 12 ospiti in Lombardia il tempo effettivo passato a tavola è quasi sempre superiore di 60-90 minuti rispetto alla stessa cena in sala, e quel tempo in più è esattamente ciò che le persone ricordano. Se state valutando una serata a Milano, gli chef privati che coprono la città lavorano abitualmente su questa finestra.

In sala hai settanta minuti di margine e lo sai da quando esce l'antipasto. A casa di un cliente il dolce esce quando la nonna ha finito di raccontare la storia, non quando il pass è libero: è l'unica volta in cui il tempo lavora per la cucina invece che contro. Chef Andrea, ambassador Chef On Demand Lombardia, Bergamo

Chi gestisce meglio allergie, intolleranze e menu su misura?

Sulle esigenze alimentari le due opzioni partono dallo stesso obbligo di legge ma finiscono in due mondi diversi. Il Regolamento UE 1169/2011 impone a ogni ristorante di dichiarare i 14 allergeni maggiori, dal glutine ai crostacei fino ai solfiti oltre 10 mg/kg, e questo vale identico per lo chef che entra in casa vostra. La differenza è operativa: in sala il vostro ospite celiaco sceglie fra i due piatti compatibili di una carta scritta per tutti, e in una cucina condivisa il rischio di contaminazione crociata resta reale, come ricorda da anni l'Associazione Italiana Celiachia nelle linee guida per il fuori casa. A domicilio il menu nasce dopo, sulle persone che si siedono: se due ospiti su dieci non mangiano glutine, lo chef costruisce l'intera sequenza attorno a quel vincolo invece di ritagliare eccezioni. Un risotto alla milanese (Carnaroli tostato a secco, midollo di bue, zafferano in pistilli aggiunto a fine cottura e mantecatura fuori fuoco con burro e Grana Padano) è naturalmente privo di glutine e regge benissimo un tavolo misto, mentre un ossobuco alla milanese con la gremolada di scorza di limone, prezzemolo e aglio va solo infarinato con farina di riso per diventare adatto a tutti. Nessuno se ne accorge, ed è precisamente il punto: la personalizzazione buona è quella che non si vede.

Bambini piccoli e ospiti anziani allo stesso tavolo

I tavoli misti sono il caso in cui il domicilio guadagna più terreno, e non per ragioni gastronomiche. Un bambino di tre anni al ristorante alle 21:00 è un problema di logistica: seggiolone non sempre disponibile, rumore, nessun posto dove farlo dormire quando crolla, genitori che escono a turno. A casa vostra il divano della stanza accanto risolve tutto, e la cena prosegue. Lo stesso vale all'altro capo del tavolo: per un ospite di ottantacinque anni la parte faticosa della serata quasi mai è la cena, sono i due trasferimenti in auto, il parcheggio a trecento metri e il rientro a mezzanotte. Sul piano del menu lo chef può lavorare su due velocità nella stessa sequenza, servendo ai più piccoli una porzione anticipata di pasta al pomodoro mentre agli adulti arriva l'antipasto, cosa che in sala richiederebbe una trattativa con la cucina. Contano anche i numeri: nel nostro listino italiano i bambini non vengono conteggiati nel prezzo cliente, quindi una cena Gourmet per 8 adulti e 3 bambini si quota sugli 8 adulti, mentre al ristorante ogni bambino occupa un coperto pieno e spesso un menu dedicato. Su una famiglia allargata di tre generazioni la differenza pesa più di quanto suggerisca l'intuizione.

Ristorante e chef a domicilio a confronto su otto criteri, ipotizzando una cena serale per 6-10 ospiti in Italia (fasce 2026)
CriterioRistoranteChef a domicilio
Costo a testa (6 ospiti)Menu, più coperto 2-5 euro e vini con ricarico 2,5-3 volte, più extra come torta e tappo95-180 euro a persona secondo il tier, con spesa, servizio e riordino inclusi
Costo a testa (10 ospiti)Sostanzialmente invariato per persona, sale con la carta dei vini85-150 euro a persona, perché la quota scende al crescere del gruppo
PrivacySala condivisa, tavoli a un metro e mezzo, brindisi e discorsi pubbliciSolo il vostro gruppo, nessun estraneo in ascolto
Personalizzazione del menuCarta fissa o degustazione, poche varianti negoziabili in cucinaSequenza costruita piatto per piatto sul gruppo e sulle sue restrizioni
Gestione dei tempiTurno di servizio, permanenza media a tavola intorno alle 2 ore e mezzaServizio di 2-4 ore, inizio e fine decisi da voi
Allergie e intolleranze14 allergeni dichiarati per legge, ma cucina condivisa e rischio di contaminazioneMenu riscritto a monte, spesa dedicata, superfici e utensili gestiti per l'occasione
Bambini e anzianiCoperto pieno per i bambini, trasferimenti serali, nessuno spazio per riposareBambini non conteggiati nel prezzo cliente, casa già attrezzata, zero spostamenti
Dopo cenaIl locale chiude, si rientra in auto e qualcuno deve restare sobrioCucina riordinata dallo chef, si resta a tavola quanto volete
Quando convieneFino a 4 persone, occasioni informali, serate in cui il senso è uscireDa 6 ospiti in su, gruppi misti, ricorrenze private e cene di rappresentanza

Serve una cucina attrezzata per ospitare uno chef?

Per una cena fino a 12 ospiti bastano un piano cottura a quattro fuochi, un forno domestico funzionante, circa un metro e mezzo di piano di appoggio libero e un lavello con acqua calda. Nient'altro è indispensabile, perché lo chef arriva con la spesa fatta al mercato, i coltelli, le padelle che gli servono e gli strumenti di finitura. Il vincolo vero non è la tecnologia ma lo spazio: due persone che lavorano in una cucina di quattro metri quadrati con il frigorifero già pieno rallentano tutto. Nella pratica il consiglio è liberare due ripiani del frigo il giorno prima e sgombrare il piano di lavoro, perché quello incide sui tempi più del tipo di fornello. L'induzione va benissimo e in molti casi è preferibile per la reattività; il forno ventilato di casa cuoce senza problemi un arrosto per dodici. Discorso diverso per una cassœula (lo stufato lombardo di verza e parti povere del maiale, costine, verzini, cotenna e piedini, che vuole almeno due ore di sobbollitura e si mangia da novembre a febbraio, quando la verza ha preso la prima gelata): richiede una pentola alta e un fuoco stabile, e chi la propone lo verifica in anticipo. Nel dubbio, mandate due foto della cucina insieme alla richiesta: chiude la questione in cinque minuti.

Cena di compleanno a casa, quante portate servono davvero

Per un compleanno importante la tentazione è aggiungere portate, e quasi sempre è l'errore sbagliato da fare. Una sequenza di 4 portate del livello Essenziale tiene la tavola per due ore e mezza ed è più che sufficiente per un gruppo da 10; le 5 portate del Gourmet arrivano a tre ore abbondanti e sono la scelta giusta quando la cena è il centro della serata, non l'antipasto della festa. Sopra le cinque portate si entra nel territorio del Luxury, che ha senso per un cinquantesimo o un anniversario di lungo corso, molto meno per una cena in cui a un certo punto qualcuno accende la musica. Un criterio pratico che funziona: contate un'ora abbondante di tavola ogni due portate servite, poi guardate l'orario in cui volete che la torta esca. Se la risposta è le 23:00 e la cena parte alle 20:30, cinque portate sono il massimo. Se avete ospiti che arrivano da fuori città e ripartono la mattina dopo, quattro portate più il dolce lasciano spazio a quella mezz'ora di caffè e amari che di solito è la parte migliore. Per orientarvi sui formati regionali potete partire dal quadro dei personal chef in Lombardia, dove i menu di stagione sono descritti portata per portata.

Quali formati puoi prenotare oltre alla cena?

La cena serale è il formato più richiesto, ma non è l'unico e per certe occasioni non è nemmeno il migliore. Il pranzo lavora sulle stesse fasce di prezzo della cena e dura 2-3 ore: è la soluzione naturale per battesimi, comunioni e famiglie con bambini piccoli, perché la giornata finisce quando i più piccoli hanno ancora energia. La colazione è un formato più leggero, 1,5-2 ore, che ha senso il giorno dopo un evento quando in casa dormono otto persone. Poi c'è il soggiorno multi-day, dove lo chef accompagna il gruppo per 3-7 giorni e voi scegliete giorno per giorno quali pasti fargli cucinare, con il ritmo tipico di due o tre cene più un pranzo lungo nell'arco della settimana. Qui la logistica dell'alloggio determina il costo e va chiarita subito, perché le configurazioni sono tre: lo chef dorme nella struttura in una camera dedicata, oppure è un residente della zona che raggiunge la casa ogni giorno e torna a dormire da sé, oppure prenota una sistemazione vicina che finisce come voce separata nel preventivo. In tutti e tre i casi la spesa quotidiana al mercato è inclusa e il preventivo resta custom, quindi diffidate di chiunque vi quoti una tariffa multi-day unica a persona senza chiedervi dove alloggerà lo chef. Nelle zone dense come il lago di Como o la Franciacorta bresciana la seconda configurazione è la più frequente e la più economica.

  1. Scegliete la cena (2-4 ore) per anniversari, compleanni milestone, lauree e cene di rappresentanza fino a 12 ospiti.
  2. Scegliete il pranzo (2-3 ore) quando ci sono bambini piccoli o parenti anziani che preferiscono rientrare prima di sera.
  3. Scegliete il multi-day (3-7 giorni) per una casa affittata con un gruppo numeroso, chiarendo subito quale delle tre configurazioni di alloggio si applica allo chef.
  4. Scegliete la lezione di cucina a domicilio con cena quando volete che la serata sia anche l'esperienza, non solo il pasto: quota 150 euro a persona per gli adulti e 60 euro per i bambini.

Sul quarto formato vale la pena spendere due righe in più, perché è quello che gli italiani sottovalutano. La lezione di cucina a domicilio con dinner experience dura 4-5 ore e si svolge interamente a casa vostra, nell'appartamento o nella villa che avete affittato: lo chef arriva con ingredienti e attrezzatura, tiene circa due ore di lezione hands-on sul tema che avete scelto (pasta fresca, risotti, lievitati, salse madri, un menu stagionale o una cucina regionale precisa), poi cucina e serve la cena seduta sullo stesso tavolo con ciò che avete preparato, antipasti e dolce compresi. Nessuno si sposta in una scuola di cucina e nessun gruppo di sconosciuti si siede accanto a voi: privacy totale, menu cucito sul gruppo, la vostra casa come scenografia, tempi decisi da voi, zero trasferimenti serali e la possibilità per i bambini di partecipare o giocare nella stanza accanto. Quello che vi portate a casa è la tecnica sotto le mani dello chef, il gesto della mantecatura o la giusta idratazione dell'impasto, non un ricettario: non consegniamo ricette in nessuna forma, né stampate né digitali, perché la lezione stessa è il risultato. Su un quarantesimo o su un anniversario funziona meglio di qualsiasi regalo materiale.

E se invece stessi valutando un catering?

Il catering è la terza opzione che compare quasi sempre e che risponde a un bisogno diverso. Il catering lavora su volumi: prepara in laboratorio, trasporta e rigenera sul posto, e diventa la scelta razionale oltre i 30-40 ospiti o quando servono buffet, staff di sala numeroso e attrezzatura portata da fuori. Lo chef a domicilio fa l'opposto, cioè cucina davanti a voi in numeri piccoli e impiatta al momento, e per questo regge male i grandi numeri ma vince nettamente sulla resa dei piatti che non sopportano l'attesa, dal risotto mantecato al minuto al pesce cotto al momento. Sul prezzo il catering scende sotto i 60-70 euro a persona nelle formule a buffet e sale rapidamente quando aggiungete servizio al tavolo, mentre lo chef parte da 85 euro a testa con gruppi da 9 o più. Se state ancora scegliendo fra i due, abbiamo confrontato le due formule voce per voce nell'articolo sulla differenza fra chef a domicilio e catering. La regola pratica che usiamo internamente è semplice: sotto i 20 ospiti quasi mai il catering è la risposta giusta, sopra i 40 quasi mai lo è lo chef singolo, e in mezzo dipende da quanto conta per voi vedere i piatti nascere.


Il valore di una serata che finisce quando decidete voi

Alla fine la scelta fra chef a domicilio e ristorante per una cena importante non si gioca sul cibo, perché in entrambi i casi mangerete bene. Si gioca su chi controlla la serata. Al ristorante il controllo lo cede a qualcun altro, e per molte occasioni va benissimo: è liberatorio non pensarci, uscire, vedere un posto nuovo. A casa vostra il controllo resta dove siete voi, e questo cambia il tipo di ricordo che ne esce. La differenza la si misura nel momento più banale, cioè quando il dolce è finito, i bicchieri sono a metà e nessuno accenna ad alzarsi. In sala quel momento dura dieci minuti e poi arriva il conto. In salotto dura un'ora e mezza, e di solito è la parte della serata di cui parlerete l'anno dopo. Chef On Demand lavora con un network verificato di oltre 12 chef privati in Lombardia, molti con esperienza in cucine stellate, in ristoranti segnalati dal Gambero Rosso o passati per MasterChef e Top Chef Italia, e mantiene una valutazione media di 4,7 su 5 su Trustpilot con oltre 800 ospiti serviti dal 2024. Se volete capire chi copre la vostra zona, il punto di partenza è l'elenco degli chef a domicilio in Italia, mentre prenotare uno chef privato in Lombardia vi mostra i profili attivi fra Bergamo, Brescia e il capoluogo. Il tavolo, del resto, potete sempre disdirlo domani mattina.

Domande frequenti su chef a domicilio e ristorante

Quanto costa uno chef a domicilio rispetto a una cena al ristorante?
In Italia una cena con chef a domicilio costa fra 85 e 200 euro a persona secondo il numero di portate e la dimensione del gruppo. Con 6 ospiti il menu Essenziale di 4 portate vale circa 95 euro a testa, il Gourmet di 5 portate circa 120 euro, il Luxury oltre le 5 portate circa 180 euro. Con 10 ospiti le stesse fasce scendono rispettivamente a 85, 100 e 150 euro. In Lombardia e nelle grandi città si aggiungono 15 euro a persona. Il confronto corretto con il ristorante si fa sommando al menu il coperto, di norma 2-5 euro a testa, i vini con ricarico tipico di 2,5-3 volte e gli extra come diritto di taglio della torta.
Conviene festeggiare un compleanno al ristorante o a casa con uno chef?
Dipende quasi solo dal numero di invitati. Fino a 4 persone il ristorante costa meno, perché la quota a domicilio per 4 ospiti parte da 110 euro a testa con l'Essenziale. Da 6 invitati in su il conto si avvicina e da 10 in su il domicilio è spesso più conveniente, perché la tariffa a persona scende mentre al ristorante resta piatta e i bambini occupano un coperto pieno. Nel listino italiano di Chef On Demand i bambini non entrano nel prezzo cliente, quindi una cena per 8 adulti e 3 bambini si quota su 8 persone. Se in famiglia ci sono celiaci, anziani o bambini piccoli, il vantaggio del domicilio cresce ancora.
Quanti giorni prima devo prenotare uno chef a domicilio?
Nei periodi di punta, cioè da giugno a settembre e nel mese di dicembre, il lead time medio nella nostra rete è di 7-14 giorni. Fuori stagione bastano spesso 5-7 giorni per una cena fino a 12 ospiti. Se avete una data vincolata, per esempio un anniversario che cade di sabato o la sera del 31 dicembre, muovetevi con 3-4 settimane di anticipo: le date festive si esauriscono per prime e nelle festività cristiane il listino cliente applica un sovrapprezzo del 35%. Il tempo serve anche a voi, perché concordare il menu, gli abbinamenti e le esigenze alimentari richiede in media due scambi di messaggi.
Come verifico che uno chef a domicilio lavori in regola?
Chiedete tre cose prima di confermare. Primo, la posizione fiscale: uno chef che opera con continuità deve avere partita IVA, mentre la prestazione occasionale copre solo casi sporadici e sotto i 5.000 euro annui di compensi. Secondo, la formazione HACCP e l'attestato in corso di validità, obbligatorio per chi manipola alimenti. Terzo, una copertura assicurativa di responsabilità civile per i danni durante il servizio in casa vostra. Su una piattaforma questi controlli sono a monte: nel network Chef On Demand ogni chef è verificato prima di comparire fra le proposte. Se prenotate in autonomia, chiedete i documenti per iscritto e non accettate risposte vaghe.
Serve una cucina professionale per ospitare uno chef a casa?
No. Per un gruppo fino a 12 ospiti bastano un piano cottura a quattro fuochi, un forno domestico, circa un metro e mezzo di piano di appoggio libero e un lavello con acqua calda. Lo chef porta spesa, coltelli, pentole specifiche e strumenti di finitura. Il piano a induzione va benissimo ed è anzi preferibile per la reattività. Il vincolo reale è lo spazio, non la tecnologia: liberate due ripiani del frigorifero il giorno prima e sgomberate il piano di lavoro, perché è quello che incide sui tempi. Se avete dubbi, mandate due foto della cucina insieme alla richiesta di preventivo e la questione si chiude in cinque minuti.
Uno chef a domicilio gestisce le allergie meglio di un ristorante?
Su un gruppo privato sì, per una ragione strutturale. Il Regolamento UE 1169/2011 obbliga entrambi a dichiarare i 14 allergeni maggiori, ma il ristorante scrive la carta prima di sapere chi si siederà e cucina in un ambiente condiviso, dove il rischio di contaminazione crociata resta. Lo chef a domicilio costruisce il menu dopo aver ricevuto la lista degli ospiti e fa la spesa di conseguenza, quindi può eliminare l'allergene dall'intera sequenza invece di ritagliare un piatto alternativo. Comunicate le esigenze come elenco nome per nome, distinguendo allergia da intolleranza: la prima richiede assenza totale anche da taglieri e utensili, la seconda tollera le tracce.
Quanto costa una lezione di cucina a domicilio con cena?
Il formato che unisce lezione di cucina e dinner experience si quota 150 euro a persona per gli adulti e 60 euro per i bambini, con una durata complessiva di 4-5 ore. Si svolge interamente a casa vostra, nell'appartamento o nella villa che avete affittato: lo chef arriva con ingredienti e attrezzatura, tiene circa due ore di lezione hands-on sul tema che scegliete, poi cucina e serve la cena seduta con quello che avete preparato, dolce compreso, e riordina la cucina. Non ci si sposta in nessuna scuola di cucina e non ci sono altri gruppi. Non consegniamo ricette in alcuna forma, né stampate né digitali: quello che resta è la tecnica imparata sotto le mani dello chef.
Che differenza c'è tra chef a domicilio e catering per una cena importante?
Il catering prepara in laboratorio, trasporta e rigenera sul posto, e diventa la scelta razionale sopra i 30-40 ospiti o quando serve un buffet con staff di sala numeroso. Lo chef a domicilio cucina davanti a voi in numeri piccoli e impiatta al momento, quindi regge peggio i grandi volumi ma rende molto meglio sui piatti che non sopportano l'attesa, come un risotto mantecato o un pesce cotto al momento. Sul prezzo il catering a buffet scende sotto i 60-70 euro a persona, mentre lo chef parte da 85 euro a testa con gruppi da 9 o più. Regola pratica: sotto i 20 ospiti scegliete lo chef, sopra i 40 il catering.